Inglese britannico e inglese americano: che differenza c’è?

“Two peoples divided by a common language” – due popoli divisi da una lingua comune: questa citazione, attribuita a George Bernard Shaw, è spesso utilizzata per sottolineare quanto siano diversi l’inglese britannico e l’inglese americano. A noi italiani può sembrare un’esagerazione, ma è pur vero che ci sono notevoli differenze. Facciamo un po’ di chiarezza.

Spelling

Una delle differenze più significative fra inglese britannico e americano è l’ortografia delle parole. Ma da dove viene questa differenza? Dobbiamo ringraziare il lessicografo americano Noah Webster, che diede il nome al celebre dizionario. Noah Webster, autore, politico e insegnante si fece promotore di una riforma dell’ortografia inglese nel tardo 1700 per cercare di correggere quelle che percepiva come incoerenze. Webster voleva scrivere le parole nello stesso modo in cui vengono pronunciate – e, così facendo, rimarcare l’indipendenza dell’America dall’Inghilterra. Così spesso la grafia “ou” in inglese britannico diventa “o” in inglese americano (colour/color, honour/honor, rigour/rigor); la “s” diventa “z” (specialisation/specialization, organisation/organization); “tre” diventa “ter” (centre/center, theatre/theater); la “l” singola di sdoppia (fulfil/fulfill, enrol/enroll). Altre parole hanno subito un cambiamento più radicale: tyre (pneumatico) è diventato tire e grey (grigio) è diventato gray. Fortunatamente alcuni dei suoi suggerimenti non hanno preso piede, come l’idea di modificare la grafia di women in wimmen.

Altre differenze principali

Ma le differenze non si fermano qui. Spesso inglese britannico e americano utilizzano parole diverse per indicare la stesso cosa: un britannico chiama il vano motore della macchina bonnet, mentre un americano hood; una vacanza è holiday in Inghilterra e vacation in America; e se chiedete ad un britannico di passarvi la chiave inglese dovete chiamarla spanner, perché potrebbe non sapere cos’è un wrench. Alcune differenze in terminologia possono essere molto divertenti, o anche molto imbarazzanti: per esempio, bisogna stare attenti a parlare di rubber in America, perché non si riferisce alla gomma da cancellare (eraser) ma al preservativo.

Anche la forma passata dei verbi presenta alcune differenze: in BE la desinenza -ed diventa spesso -t (learned/learnt), mentre in americano la desinenza -t diventa spesso -ten (got/gotten).

Vi sono poi alcune discrepanze molto meno conosciute. La punteggiatura differisce sia nell’utilizzo che nelle parole che indicano i singoli segni: un britannico non direbbe mai period per indicare il punto, bensì full stop. America e Inghilterra seguono regole diverse anche per quanto riguarda la compilazione di bibliografie e note a piè pagina.

Naturalmente l’inglese britannico e l’inglese americano sono solo due delle numerose versioni di questa lingua – paesi come Sudafrica, Australia, India, Canada, Nuova Zelanda, ecc. hanno tutti la propria terminologia, ortografia e slang.

Come districarsi fra tutte queste differenze?

Nella traduzione verso l’inglese è importante affidarsi a un professionista che sappia riconoscere queste differenze. La prima cosa che un buon traduttore italiano-inglese si preoccuperà di fare è verificare con il cliente quale tipo di inglese si desidera utilizzare. È necessario anche capire lo scopo del documento: se si tratta di materiale destinato ad un pubblico internazionale, la cosa migliore è optare per un inglese standard comprensibile a tutti, limitando il più possibile le peculiarità regionali. Se viceversa il documento verrà utilizzato da un pubblico abituato ad un determinato tipo di inglese, il traduttore italiano inglese dovrà tenerne conto nel proprio lavoro ed utilizzare il linguaggio appropriato.

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2019-02-21T12:12:49+00:00
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