La Transcreation: cos’è e a cosa serve?

Si sente sempre più parlare di transcreation, una parola un po’ cacofonica dal significato piuttosto oscuro. Ma cos’è? E a cosa serve? E che differenza c’è fra transcreation e traduzione? Facciamo un po’ d’ordine.

Cos’è?

La transcreation è la resa di un testo, soprattutto di natura creativa o emotiva, in un’altra lingua mantenendone lo stesso intento, stile, tono e contesto. Spesso accade che ci siano parole o espressioni che non sono traducibili da una lingua all’altra, vuoi per differenze culturali o di terminologia; basti pensare a giochi di parole, modi di dire, proverbi, slang, ironia, ecc. In questi casi la traduzione non basta, anzi può essere deleteria. La transcreation è una via di mezzo fra la traduzione e il copywriting, per cui un testo viene riscritto mantenendo il messaggio originale.

A cosa serve?

La transcreation è tipicamente usata per testi promozionali o pubblicitari. Molte aziende tendono a standardizzare la propria comunicazione utilizzando l’inglese, ma ciò comporta diversi rischi. Questo tipo di testi sono per definizione pensati e scritti per attirare l’interesse del pubblico; ma cosa succede se il pubblico non ha sufficiente conoscenza dell’inglese? La risposta è una di queste due: il messaggio è parzialmente o del tutto incomprensibili al pubblico, che finisce per ignorarlo; o il messaggio deve essere molto semplificato per garantirne la comprensione, a discapito del risultato. Il modo migliore per essere top-of-mind per il pubblico è di offrire contenuti di grande impatto che siano nella loro lingua e che riflettano la loro cultura.

Come si fa?

Per far sì che un testo sia scorrevole e sembri il meno possibile una traduzione, un buon traduttore ricorre molto spesso a parafrasi piuttosto che a una traduzione letterale. Ma la transcreation va oltre. Nella maggior parte dei casi il testo va interamente riscritto, mantenendo lo stesso messaggio dell’originale ma rendendolo con uguale forza e impatto nella lingua di destinazione. Un ottimo esempio è il payoff di Swiffer: l’inglese When Swiffer’s the one, consider it done viene reso con l’italiano La polvere non dura perché Swiffer la cattura. Come si può notare non si tratta di una traduzione, anzi le due versioni utilizzano parole completamente diverse. Eppure vengono mantenuti la rima e il ritmo; l’impatto e la memorabilità sono le stesse; il messaggio è lo stesso e viene trasmesso in modo forte e chiaro.

Chi è il bravo transcreator?

Contrariamente a molte altre discipline, la transcreation richiede parti uguali di arte e mestiere – ovvero, il talento innato è importante quanto l’esperienza. Un bravo transcreator deve avere la completa padronanza della lingua, conoscere la cultura tradizionale e pop del paese di destinazione e tenersi informato sulle ultime tendenze. Inoltre deve instaurare una stretta collaborazione con il cliente, comprendere bene gli obiettivi del progetto e i significati che devono essere trasmessi al pubblico. Ma ugualmente essenziale è avere il senso del linguaggio, essere abili nel giocare con le parole e soprattutto avere la passione per questo tipo di sfide.

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2019-02-21T12:41:57+00:00
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