Le origini del coronavirus: Cina o USA?

Articolo tradotto da Carlotta Acme, traduttore inglese italiano e traduttore italiano inglese

Fin dalle prime fasi dell’epidemia di coronavirus, sono state diffuse molte diverse teorie del complotto in merito all’origine e all’entità della malattia. Mesi dopo lo scoppio della pandemia queste teorie non solo non sono state smentite, ma sono state fomentate da dichiarazioni non verificate da parte di funzionari di governo, politici di alto livello e media sia in Cina che negli Stati Uniti.

Il coronavirus è americano

Zhao Lijian, un portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha ripetutamente sostenuto l’idea (non supportata da prove scientifiche) che il Covid-19 potrebbe avere avuto origine negli Stati Uniti. Il 12 marzo ha pubblicato un tweet dichiarando che potrebbe essere stato l’esercito americano a portare il virus a Wuhan.

Il giorno dopo, ha twittato un articolo del sito web Global Research (che, secondo PolitiFact, un sito americano indipendente che si occupa di verificare le informazioni pubblicate online, avrebbe “avanzato teorie del complotto per strumentalizzare argomenti come l’11 settembre, i vaccini e il riscaldamento globale”) intitolato “Ulteriori prove che il virus ha avuto origine negli Stati Uniti” e ha invitato gli utenti a leggerlo e condividerlo. L’articolo è stato poi cancellato.

Il quotidiano cinese The Global Times ha fatto eco alle opinioni di Zhao asserendo che le sue osservazioni riflettono “dubbi simili sollevati dall’opinione pubblica cinese”, pur sottolineando che il diplomatico aveva rilasciato tali dichiarazioni a “titolo personale”. Le affermazioni di Zhao sono state inoltre amplificate da numerose ambasciate cinesi e utenti dei social media in diverse parti del mondo.

Le accuse circa la possibile origine americana del virus hanno suscitato la reazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha definito il Covid-19 un “virus cinese”. Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha chiesto alla Cina di smettere di diffondere “disinformazione”.

Pochi giorni fa il presidente Trump ha inoltre annunciato che avrebbe sospeso i finanziamenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), accusandola di essere “Cina-centrica”. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha risposto che “non è il momento” di tagliare i fondi all’agenzia delle Nazioni Unite.

Il coronavirus è cinese

In aprile sono venuti alla luce alcuni dispacci del Dipartimento di Stato Americano, in cui i funzionari dell’ambasciata esprimevano preoccupazione circa la biosicurezza in un laboratorio che eseguiva esperimenti sui virus a Wuhan, in Cina. Il laboratorio si trova nella stessa città in cui è scoppiata l’epidemia di coronavirus.

Il 14 aprile, il quotidiano The Washington Post ha pubblicato le informazioni trapelate dai dispacci che dimostrano che, nel 2018, i diplomatici scientifici statunitensi si sono recati più volte in visita presso un centro di ricerca cinese, inviando a Washington due allerte sul pericolo rappresentato dalle attività del laboratorio. L’articolo afferma che i funzionari erano preoccupati per le falle nella sicurezza e nella gestione riscontrate presso il Wuhan Institute of Virology (WIV), richiedendo ulteriore supporto. Afferma anche che, secondo i diplomatici, le ricerche effettuate nel laboratorio sui coronavirus dei pipistrelli avrebbero potuto potenzialmente causare una nuova pandemia simile a quella della Sars. Questi dispacci avrebbero alimentato le recenti discussioni all’interno del governo degli Stati Uniti sul fatto che il WIV o un altro laboratorio di Wuhan potrebbe essere stato il luogo d’origine del coronavirus.

La malattia è venuta alla luce alla fine dell’anno scorso, quando i primi casi sono stati collegati a un mercato di generi alimentari di Wuhan. Ma nonostante il dilagare delle speculazioni, non vi è alcuna prova che il virus Sars-CoV-2 (che causa il Covid-19) sia accidentalmente uscito da un laboratorio.

Il 30 aprile, l’ufficio del direttore della National Intelligence degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione in cui respingeva la più estrema delle teorie del complotto sulle origini del virus, e cioè che fosse stato concepito come arma biologica. La dichiarazione afferma che l’Intelligence sta ancora verificando se l’epidemia sia iniziata “attraverso il contatto con animali infetti o se sia stata causata da un incidente in un laboratorio di Wuhan”. Lo stesso giorno il presidente Donald Trump ha rilasciato un comunicato stampa che parrebbe smentire questa dichiarazione. Alla domanda se avesse visto qualcosa che facesse pensare che il WIV fosse all’origine dell’epidemia, il presidente ha risposto “Sì, ho visto qualcosa”.

La Cina respinge le accuse e critica la reazione degli Stati Uniti alla crisi.

Ma gli incidenti capitano.

Non è chiaro dove abbia avuto origine il virus e forse non lo sapremo mai. Vero è che incidenti potenzialmente gravissimi capitano più spesso di quanto si pensi. Nel 2014 presso un centro di ricerca vicino a Washington sono state ritrovate alcune fiale di vaiolo dimenticate in una scatola di cartone, e nel 2015 l’esercito americano ha accidentalmente spedito campioni di antrace attivo anziché spore morte a ben nove laboratori in tutti gli Stati Uniti oltre che a una base militare nella Corea del Sud.

Fonti:

BBC NEWS, “Coronavirus: US and China trade conspiracy theories” di Shayan Sardarizadeh e Olga Robinson

BBC NEWS, “Coronavirus: Is there any evidence for lab release theory?” di Paul Rincon

Foto: The Statesman

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2020-05-04T13:43:16+02:00
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