Secondo il U.S. Bureau of Labor Statistics, nel 2021 più di 47 milioni di americani hanno volontariamente lasciato il lavoro. Si tratta di un fenomeno senza precedenti che è stato chiamato The Big Quit o The Great Resignation. Come traduttore italiano inglese e traduttore inglese italiano, è sempre utile tenermi aggiornata sulle nuove tendenze nel mondo anglosassone e, di conseguenza, sulla terminologia coniata per descriverle.

Vediamo cos’è The Big Quit e cosa l’ha provocato.

The big Quit – un fenomeno iniziato anni fa

In tutti gli Stati Uniti, soprattutto nel 2021, la carenza di lavoratori ha portato molte attività a ridurre gli orari di attività per mancanza di personale. La sensazione generale è che The Big Quit abbia rivoluzionato il rapporto fra lavoratori e mercato del lavoro, ma si tratta di un’esagerazione. È vero che nel 2021 il numero di persone che ha lasciato il proprio lavoro ha raggiunto livelli record, ma se consideriamo l’andamento generale del mercato del lavoro negli ultimi 12 anni, è evidente che non si tratta di una turbolenza momentanea causata dalla pandemia di Covid-19, ma di una tendenza che dura ormai da tempo.

I numeri raccontano una storia precisa. Dal 2009 al 2019, il tasso di dimissioni è aumentato dello 0,10% ogni anno. Poi, nel 2020, l’incertezza causata dalla pandemia ha portato a un rallentamento del fenomeno, poiché la maggior parte dei lavoratori ha preferito mantenere il lavoro in tempo di crisi. Ma questa pausa ha avuto vita breve. Nel 2021, l’incertezza è diminuita grazie agli incentivi e agli aiuti offerti dal governo e il numero di lavoratori che hanno lasciato il lavoro è stato il più alto di sempre, creando il fenomeno chiamato The Big Quit o The Great Resignation. Ma questo numero comprendeva anche molti che avrebbero lasciato il lavoro l’anno prima, nel 2020, se non ci fosse stata la pandemia. Oggi i tassi di dimissioni sono tornati ai livelli pre-Covid e sembra che questa sia una tendenza con cui i datori di lavoro in America dovranno fare i conti ancora per molti anni.

Cinque fattori, aggravati dalla pandemia, sembrano essere le principali cause del fenomeno. Vengono chiamate le Five Rsretirement (pensionamento), relocation (trasferimento), reconsideration (riconsiderazione), reshuffling (ridistribuzione) e reluctance (riluttanza). Vediamoli in sintesi.

Retirement – pensionamento

Studi accademici e indagini online rivelano che un nome più adatto di The Big Quit potrebbe essere The Great Retirement, il Grande Pensionamento. Nel 2021 i lavoratori più anziani hanno scelto la pensione in numero maggiore e a un’età mediamente inferiore rispetto agli anni precedenti. I motivi principali di questa decisione sono stati il desiderio di passare più tempo con i propri cari e concentrarsi sulle proprie priorità al di fuori del lavoro, oltre che, per i lavoratori di età più avanzata, il rischio di contrarre il Covid. Ciò è stato reso possibile dalla crescita dei mercati azionari e dalla buona tenuta del valore delle proprietà immobiliari.

Relocation – trasferimento

Le storie sui professionisti di successo che lasciano il lavoro e la città per condurre una vita semplice in qualche pittoresca cittadina di campagna sono un ottimo spunto per scrivere interessanti articoli, ma lo spostamento non è stato uno dei principali fattori del Big Quit. Nel 2021 il numero di lavoratori che ha deciso di trasferirsi è stato il più basso degli ultimi 70 anni ed è in costante calo dagli anni ’80. Anche chi si è trasferito lo ha fatto prevalentemente all’interno della propria contea.

Reconsideration – riconsiderazione

I molti morti e casi di malattia grave causati dalla pandemia hanno portato le persone a riconsiderare l’importanza del lavoro nella propria vita. Questo cambio di prospettiva potrebbe avere indotto molti a lasciare la propria occupazione, soprattutto chi soffriva di burnout, ossia un elevato livello di stress causato da un lavoro estremamente impegnativo che rende impossibile avere una vita privata e prendersi cura della propria famiglia. Le donne e i giovani sono stati i più colpiti.

L’ovvia conseguenza è stato un alto tasso di dimissioni, soprattutto fra le donne, sulle quali ricadono quasi sempre gli obblighi di cura della famiglia, e in settori come l’ospitalità, nei quali le donne costituiscono la maggioranza dei lavoratori. Per le donne, lasciare il lavoro è spesso l’unica alternativa per potersi prendere cura dei propri cari.

Anche nei settori cosiddetti white collar, come la consulenza e la finanza, i lavoratori più giovani sono stati spesso colpiti da elevati livelli di burnout che hanno portato ad alti tassi di dimissioni.

Reshuffling – ridistribuzione

La tendenza a lasciare il lavoro è stata più alta nei settori con stipendi più bassi, come la ristorazione, l’ospitalità e la distribuzione.

Ma non tutti i lavoratori sono usciti dal mercato: molti si sono “ridistribuiti”, cioè hanno cambiato lavoro all’interno dello stesso settore o in un settore diverso. In molti casi, la disponibilità di lavoro è stata superiore al tasso di dimissioni, favorendo questa tendenza.

Molte aziende se ne sono rese conto e hanno preso provvedimenti, aumentando gli stipendi per ricostituire e mantenere il personale. Nel 2021, McDonalds ha offerto un aumento del 10% a tutti i dipendenti e ha aumentato gli stipendi per i nuovi assunti da un minimo di $11 a un massimo di $17 all’ora. Così facendo l’azienda è riuscita ad aumentare il personale, chiudendo il 2021 con un numero maggiore di dipendenti rispetto all’inizio dell’anno.  

Reluctance – riluttanza

Il timore di contrarre il Covid al lavoro ha reso molti dipendenti restii a tornare in ufficio. Molti sono disposti a licenziarsi se il datore di lavoro non offre modalità di lavoro flessibile: in un’indagine svolta nell’estate del 2021 che ha coinvolto più di 10.000 americani, il 36% ha affermato di volere cercare un altro lavoro in mancanza di soluzioni di lavoro remoto o ibrido, mentre il 6% si è dichiarato disposto a lasciare il lavoro anche senza un’alternativa.

Conclusione

La pandemia ha forse scosso l’umanità, rendendoci coscienti della nostra vulnerabilità. Per questo sempre più persone si stanno rendendo conto del valore della vita privata e del tempo passato con i propri cari, chiedendo soluzioni che diano spazio alle priorità personali al di fuori del lavoro. Si tratta di un fenomeno globale in forte aumento che sta cambiando profondamente il mercato del lavoro. È fondamentale per me, come traduttore italiano inglese e traduttore inglese italiano, tenermi aggiornata su queste macrotendenze per avere sempre il polso dei paesi con cui lavorano i miei clienti.

Fonte immagine: https://kentemploymentlaw.com/

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