Come traduttore italiano inglese e traduttore inglese italiano, per me è fondamentale tenermi aggiornata sulle principali notizie dei mercati con cui lavoro. L’avvenimento più importante degli ultimi giorni sono sicuramente le elezioni americane. Ma come funziona il sistema? E cos’è il vote by mail?

Le elezioni americane

Ogni quattro anni, i cittadini degli Stati Uniti sono a chiamati a votare il Presidente, che ha grandi poteri e può prendere decisioni sia in merito a come gestire il paese che alla politica estera. La persona scelta sarà a capo della più grande potenza del mondo.

Il primo passo nel complesso processo delle elezioni americane è la scelta del proprio candidato da parte dei due partiti politici principali, i Republicans e i Democrats. Per fare ciò, ognuno di essi organizza quelle che vengono chiamate primaries o caucuses in ogni Stato, di solito nel periodo compreso fra gennaio e giugno.

In una primary election, il pubblico vota per i candidati di ciascun partito; più voti riceve un candidato, maggiore sarà il numero dei suoi delegates, cioè i rappresentanti che a loro volta lo voteranno come candidato alla presidenza del proprio partito in occasione delle conventions. Ogni stato ha un certo numero di delegates a seconda della popolazione; se un candidato vince in uno stato, avrà il supporto di tutti i relativi delegates. Il Super Tuesday, che si tiene a febbraio o marzo, è un momento chiave in quanto si tengono le primarie in molti stati.

Per eleggere il proprio candidato finale alle elezioni, ciascun partito organizza un importante evento chiamato convention, durante il quale i delegates votano il candidato alla presidenza di quel partito. Il candidato che ottiene il maggior numero di voti dai delegates diventa il candidato alla presidenza.

Invece delle primaries, alcuni stati adottano il metodo dei caucus, cioè una serie di incontri locali, meno formali, durante i quali spesso si vota per conteggio o per alzata di mano invece che alle urne, come avviene per le primaries.

Le elezioni presidenziali si tengono sempre il primo martedì di novembre.

Nelle elezioni americane, i cittadini non votano direttamente il presidente. In realtà, chi vota il presidente è l’electoral college, un gruppo di rappresentanti a livello statale chiamati electors (o Grandi Elettori, come vengono chiamati in Italia). Ogni stato ha un certo numero di electors a seconda della popolazione. La California, con una popolazione di quasi 40 milioni di persone, ha 55 electors, mentre il Delaware, con meno di un milione, ha solo il minimo di tre electors.

In totale ci sono 538 electors divisi fra i 50 stati (più 3 per la capitale, Washington DC), lo stesso numero dei Congressmen (i membri della House of Representatives e due Senators per stato).

Nell’election day, i cittadini di ogni stato votano per un candidato; chi ottiene più voti vince tutti gli electors di quello stato.

Saranno poi gli electors a votare il presidente. Di solito ogni elector vota per il candidato che ha ricevuto più voti nel proprio stato. Ma alcuni votano per un altro candidato o non votano affatto; questi vengono chiamati faithless electors.

Chiunque può diventare Presidente degli Stati Uniti?

Il presidente può essere un uomo o una donna di qualsiasi etnia o religione, ma deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere nato/a negli Stati Uniti
  • avere almeno 35 anni
  • avere vissuto negli Stati Uniti per almeno 14 anni

Qualche informazione linguistica: due dei termini che si sentono molto nominare in questo periodo di elezioni sono ballot e poll. Il ballot si riferisce solitamente al proprio voto o alla vera e propria scheda elettorale; dare il proprio voto si dice “to cast one’s ballot”. Poll invece si riferisce a un’elezione o votazione; è molto spesso utilizzato nel senso di sondaggio; come verbo, significa “intervistare per un sondaggio”; mentre the polls sono le urne e gli exit poll sono i sondaggi effettuati fra gli elettori subito dopo una votazione – quindi non un sondaggio di opinione ma dell’effettivo voto dei cittadini.

Cos’è la votazione per corrispondenza o voting by mail?

Negli ultimi anni molti stati sono passati al voto per corrispondenza per rendere la procedura più semplice e, negli ultimi mesi, per evitare che la calca ai seggi elettorali potesse mettere a rischio la salute dei cittadini.

Esistono due tipi di voto per corrispondenza. Alcuni stati hanno quello che viene chiamato il “voto per corrispondenza” universale, in cui tutti gli elettori ricevono una scheda elettorale per posta. Nella maggior parte degli stati, tuttavia, il voto per corrispondenza avviene tramite absentee balloting, cioè è l’elettore a dovere richiedere la scheda elettorale per corrispondenza.

In alcuni stati, gli elettori devono fornire una valida giustificazione per votare tramite absentee ballot, per esempio per malattia o perché prevedono di trovarsi fuori dal proprio stato nell’election day. In altri stati gli elettori non hanno bisogno di alcun motivo specifico per utilizzare questa modalità, oppure è lo stato stesso ad offrire l’alternativa inviando absentee ballots a tutti gli elettori registrati. Molti stati si stanno orientando verso questo sistema, denominato No-Excuse Absentee balloting.

Per richiedere la scheda elettorale per corrispondenza, gli elettori devono fornire il proprio nome e indirizzo. Dopo aver ricevuto la richiesta, le autorità locali inviano una scheda elettorale all’indirizzo indicato e forniscono una busta di sicurezza, che mantiene la scelta di voto segreta, oltre a un’altra busta in cui sarà inserita la scheda elettorale sigillata. L’elettore firma l’esterno della seconda busta per certificare di essere un elettore registrato.

Una volta ricevuta la scheda elettorale, le autorità controllano il nome dell’elettore per assicurarsi che sia registrato e che stia votando dall’indirizzo presente nei registri. Dopo aver verificato questi elementi, rimuovono la scheda sigillata dalla busta esterna con la firma dell’elettore, in modo che il voto rimanga segreto. Nell’election day, gli stati contano le schede pervenute per posta e aggiungono i risultati ai voti di coloro che hanno votato di persona.

Nel 2016, quasi un quarto dei votanti (33 milioni) hanno espresso il proprio voto per corrispondenza o tramite absentee ballot.

Oggi 34 stati più il District of Columbia consentono agli elettori di richiedere l’absentee ballot nelle settimane precedenti a un’elezione. Altri 11 stati hanno reso più facile richiedere questo tipo di scheda elettorale per le elezioni primarie tenute quest’anno, anche in questo caso a causa delle preoccupazioni legate al coronavirus.

Fonte immagine: https://www.bbc.co.uk/newsround/16428272

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