False friends: lupi fra le pecore

Cosa sono i false friends? E perché sono così insidiosi? L’italiano e l’inglese sono due lingue che hanno molto in comune, ma, come ogni buon traduttore inglese italiano e traduttore italiano inglese sa, questa somiglianza nasconde parecchi “tranelli” che possono trarre in inganno anche il può esperto traduttore. Vediamo cosa sono e perché bisogna diffidare dei false friends.

Italiano e inglese: lontani cugini

Per comprendere le somiglianze fra l’italiano e l’inglese bisogna prima conoscere un po’ della loro storia comune. Fanno entrambe parte della grande famiglia delle lingue indo-europee, che a sua volta ha avuto origine da un singolo antenato: il protoindoeuropeo, parlato nella regione dell’Asia centrale fin dal 7000 AC. Quando le tribù nomadi iniziarono a migrare in Europa intorno al 5000 AC, portarono con sé la propria lingua. Per questo motivo oggi la maggior parte delle lingue europee discende da questo antenato ancestrale (con alcune eccezioni, come per esempio il basco).

L’italiano fa parte del ramo latino delle lingue indo-europee, insieme allo spagnolo, al francese e al romeno. Questo perché, come tutti sanno, il latino era la lingua dell’impero romano che comprendeva una vasta parte dell’odierna Europa.

L’inglese, invece, fa parte del ramo germanico della famiglia, insieme all’olandese, al tedesco e alle lingue scandinave (anche qui con qualche eccezione, come il finlandese, che non è una lingua indo-europea). Queste lingue sono rimaste indipendenti dall’influenza del latino, ma presentano comunque alcune somiglianze con quelle di derivazione latina per via della comune radice indo-europea.

Tuttavia, l’inglese costituisce un caso unico fra le lingue germaniche. Chi non ricorda di avere studiato a scuola la famosissima battaglia di Hastings del 1066, nella quale l’Inghilterra fu conquistata da William the Conqueror, italianizzato in Guglielmo il Conquistatore, Duca di Normandia, il cui popolo normanno parlava un’antica forma di francese? Bene, una delle conseguenze di questo avvenimento fu la latinizzazione della lingua inglese. Per questo motivo oggi circa il 40% delle parole inglesi ha radici latine e la struttura delle frasi è più simile alle lingue latine rispetto ad altre lingue germaniche.

False friends e cognates

Ebbene sì, anche nelle lingue esistono i falsi amici e i cognati. Ma in questo caso esiste una regola semplice e chiara: i false friends sono “cattivi”, mentre i cognates sono “buoni”.

Un cognate, o parola affine (incidentalmente in sé stessa un false friend), è una parola che ha lo stesso significato nelle due lingue e si scrive in maniera simile. Per esempio, tavolo e tableforchetta e fork, piatto e plate. Non sono ovviamente identiche, ma sono abbastanza simili da permettere a un italiano o un anglofono di riconoscerle e di ricordare facilmente l’equivalente nell’altra lingua. I cognates sono i veri amici del traduttore, o semplicemente di chi sta imparando l’italiano o l‘inglese.

false friends, invece, sono parole che rendono l’apprendimento di una lingua un po’ più complicato. Si tratta di parole scritte o pronunciate in maniera simile, ma che hanno significati completamente diversi. Questa pagina offre un elenco dei principali false friends. L’unica soluzione per non incappare in questi trabocchetti linguistici è memorizzare queste parole in modo da riconoscerle ed utilizzarle correttamente.

Qualche esempio? In inglese la parola eventually è molto simile all’italiano eventualmente, ma hanno significati opposti: eventually si usa per descrivere qualcosa che alla fine è successo o dovrà succedere, mentre eventualmente esprime una possibilità. Attitude non significa attitudine, che si traduce invece con aptitude (nel senso di dote, disposizione innata), ma atteggiamento, anche se recentemente anche molti italiani utilizzano questa parola impropriamente. Actually non ha niente a che vedere con attualmente ma significa “in realtà”, “effettivamente”. E teniamo bene a mente che preservative significa conservante!

Ma perché i false friends sono così insidiosi? Perché, dato che sono così simili, non sempre sono riconoscibili dal contesto per il loro significato diverso e possono facilmente sfuggire. Per questo motivo un traduttore inesperto o chi sta imparando una lingua potrebbe non cogliere la differenza e continuare ad utilizzarli in maniera errata, anche per molto tempo.

Conclusione

Per un anglofono che vuole imparare l’italiano o, viceversa, per un italiano che vuole imparare l’inglese conoscere i false friends è molto importante, non ultimo per evitare brutte figure. Ma memorizzare una lunghissima lista di parole non è l’unica soluzione: un altro esercizio che aiuta molto è leggere, guardare la televisione (le serie TV e i cartoni animati per adulti sono utilissimi), ascoltare i telegiornali e la radio, ecc. nella lingua che si desidera imparare. Questo permette di iniziare non solo a parlare, ma anche a pensare in quella lingua, evitando così ogni pericolo di inserire nelle proprie frasi false friends a sproposito.

Per il traduttore italiano inglese e inglese italiano, e in generale per ogni traduttore, eventuali errori di riconoscimento ed utilizzo di queste parole sono un segno inequivocabile di insufficiente conoscenza della lingua. Per questo motivo è sempre meglio affidarsi a qualcuno che ha da tempo stretto un rapporto di vera amicizia con i false friends e li maneggia con destrezza, ovvero il vero traduttore professionista.

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2019-10-22T12:51:03+01:00
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