Il blocco temporaneo delle attività lavorative, deciso dai governi per combattere l’infezione da Covid 19, unitamente al clima d’incertezza globale causato dalla pandemia, ha provocato una forte contrazione dell’economia, che ha avuto un notevole impatto anche sul mondo del lavoro. Le proiezioni riguardo all’aumento della disoccupazione previste dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro (OIL) rivelano che alla fine del 2020 più di 25 milioni di persone potrebbero essere senza impiego, situazione che aggraverebbe il già precario scenario che riguarda l’occupazione.
Secondo l’osservatorio OIL le politiche per contenere gli effetti del coronavirus sul mondo del lavoro si baserebbero su una strategia che comprende quattro punti principali, destinati a proteggere la salute dei lavoratori e fornire adeguato sostegno economico:
- Sostenere l’economia e il lavoro
- Politica fiscale espansiva (aumento della spesa pubblica e/o riduzione della pressione fiscale)
- Politica monetaria espansiva (interventi per l’offerta di moneta nel sistema economico, l’incremento del reddito e la riduzione del tasso d’interesse)
- Prestiti per il sostegno finanziario a settori specifici (es: sanitario)
- Supportare le imprese e l’occupazione
- Estendere la protezione sociale a tutti i cittadini
- Attivare misure per la tutela dell’occupazione
- Supportare finanziariamente le imprese anche con sgravi fiscali
- Proteggere i lavoratori
- Potenziare le misure per la protezione della salute sul luogo di lavoro
- Ristrutturare l’organizzazione delle attività lavorative utilizzando mezzi più adeguati (es: smart working)
- Prevenire la discriminazione e favorire l’inclusione
- Offrire diritto alla salute a tutti i lavoratori
- Rafforzare il dialogo sociale
- Potenziare le capacità delle parti sociali (datori di lavoro e sindacati)
- Rafforzare le capacità dei governi
- Consolidare il dialogo sociale e la negoziazione collettiva
La messa in opera di questi importanti pilastri strategici potrebbe contribuire in modo importante ad arginare gli effetti della crisi sull’occupazione causata dal Covid 19 e favorire la ripresa dell’economia.
In una situazione così incerta e difficile, è possibile prevedere quali possano essere le future tendenze per il mondo del lavoro?
Il “social distancing” ha favorito il potenziamento del lavoro da remoto, che è cresciuto del 90%, rispetto al periodo pre-Covid 19. Questa considerevole attivazione del lavoro a distanza non è stata solo utile a diluire l’impatto dell’infezione sulla popolazione, ma anche a trovare nuovi modi di comunicare, in particolare per mezzo del canale digitale. Alcune società che offrono servizi di conferenza remota hanno avuto salti in borsa anche del 70%, e le principali aziende del settore informatico non si sono fermate nell’assumere nuovo personale. Per rendersi conto di quanto siano ricercate le figure professionali specializzate nell’IT, basta navigare nei siti web delle migliori agenzie per il lavoro, come Jobsora, dove ogni giorno sono pubblicati annunci per le offerte che riguardano professionisti come:
- Chief Technology Officer
- Project Manager IT
- Big Data Architect
- Systems, Infrastructures, Communications and Networks Manager
- SAP Consultant
- DBA
- Software Developer
- Business Intelligence
- Business Analyst
- IOS/Android Programmer
Un’altra tendenza che possiamo osservare riguarda la necessità di riconversione aziendale, per far fronte alle esigenze, sia quantitative sia qualitative, di prodotti necessari alla protezione dall’infezione. Per esempio i settori chimico e tessile hanno avuto un impulso non solo temporaneo – per reagire alla situazione straordinaria e aiutare il sistema sanitario nel picco di emergenza – ma una riconversione stabile che continua a mantenere operatività, e che apre anche grandi possibilità d’inserimento professionale.
Uno dei settori che riveste particolare importanza in tempi di pandemia è senz’altro quello della traduzione. Il lavoro del traduttore professionista come Carlotta Acme, traduttore inglese italiano e traduttore italiano inglese, è essenziale perché facilita lo scambio d’informazioni tra i governi, i ricercatori e la popolazione. Per esempio, durante l’emergenza coronavirus è cresciuta in modo considerevole la domanda di traduzione in ambito medico e nella ricerca, e quindi la richiesta di traduttori specializzati, il cui compito è molto importante per mettere in comunicazione gli scienziati di tutto il mondo, costantemente al lavoro per contrastare la pandemia. Altri settori che hanno bisogno di traduttori, come eLearning ed eCommerce, ma anche servizi finanziari, media e intrattenimento, hanno avuto un impulso positivo; per certi ambiti, come per esempio i lavori d’interpretariato in loco, i settori turistico, edilizia, sport e fitness è stata osservata una diminuzione della domanda. Complessivamente comunque la richiesta di traduzioni che utilizzano supporti informatici ha avuto un incremento significativo e in particolare nelle piattaforme web che offrono servizi di traduzione online, dove la comunicazione fra le agenzie e/o i freelancers e i clienti è veloce ed efficiente; in aggiunta questi spazi in rete possono anche rappresentare un valido aiuto per i professionisti della traduzione che si occupano d’interpretariato dal vivo, categoria che ha subito gli effetti più negativi tra gli specialisti che offrono supporti linguistici.
Possiamo quindi certamente affermare che la crisi attuale, pur nella sua drammaticità, può rappresentare, per alcuni settori e categorie professionali, una grande opportunità di sviluppo.
Fonte: Jobsora