Le crescenti tensioni fra America e Cina hanno portato Taiwan alla ribalta, ma la domanda sorge spontanea: qual è la vera importanza di Taiwan per gli Stati Uniti? Come traduttore italiano inglese e traduttore inglese italiano è fondamentale per me capire le origini e le implicazioni delle questioni di maggior attualità, soprattutto se legate ai paesi anglosassoni. Tracciamo un quadro generale.

L’importanza di Taiwan per gli Stati Uniti: un po’ di storia

Il rapporto fra USA e Taiwan è cambiato radicalmente a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Per mezzo secolo e fino al 1945, l’isola è stata una colonia giapponese conosciuta come Formosa. Nell’estate del 1944, l’avanzata degli Alleati nel Pacifico rese Formosa un obiettivo militare a tutti gli effetti. Tuttavia, la storia insegna che il Generale Douglas MacArthur e l’Ammiraglio Chester Nimitz consigliarono all’allora Presidente Franklin D. Roosevelt di non procedere con la Operation Causeway (l’invasione anfibia di Formosa) per via delle serie difficoltà logistiche e operative che avrebbe comportato.

Dopo la guerra, nel 1949, le forze comuniste di Mao Zedong conquistarono la terraferma cinese e dichiararono la costituzione della Repubblica Popolare Cinese (People’s Republic of China o PRC), mentre l’esercito nazionalista di Chiang Kai-shek si ritirò a Taiwan, fondando la Repubblica Cinese (Republic of China o ROC) con capitale Taipei.

Per trent’anni durante la Guerra Fredda gli Stati Uniti e la ROC mantennero rapporti diplomatici, arrivando a firmare un patto di difesa reciproca come deterrente contro l’avanzata della PRC nello Stretto di Taiwan.

La fortuna voltò le spalle a Taipei negli anni ‘70, prima con la perdita del seggio alle Nazioni Unite nel 1971, nonostante le forti pressioni esercitate dall’America per trovare una soluzione diplomatica, quindi con la perdita completa di Washington come alleato a causa della strategia di riconciliazione con Beijing adottata dal Presidente Richard Nixon con il Segretario di Stato Henry Kissinger per contrastare l’Unione Sovietica.

Per decenni gli Stati Uniti hanno riconosciuto un’unica Cina, quella con capitale Beijing, mantenendo comunque rapporti “ufficialmente non ufficiali” con Taipei regolati dal Taiwan Relations Act (TRA), una legislazione firmata nel 1979 dal presidente Carter e promossa dall’allora senatore Biden.

Washington non riconosce formalmente Taiwan come Stato né accetta le rivendicazioni di Beijing sul fatto che l’isola faccia parte della Cina. Gli Stati Uniti non hanno quindi una posizione ufficiale, a parte affermare che dopo la “rinuncia” da parte del Giappone, lo stato dell’isola rimane “indeterminato”.

Taiwan non è sempre stata una democrazia. Dopo essere stata uno stato mono-partito, negli anni ’80 ha accettato di attuare riforme democratiche, in parte sotto l’impulso degli Stati Uniti. Le prime elezioni presidenziali dirette si tennero nel 1996.

L’importanza di Taiwan per gli Stati Uniti: oggi

La TRA è lo strumento principale che regola la vendita legale di armi dagli Stati Uniti a Taiwan e stabilisce un impegno permanente a difendere l’isola contro la Cina al fine di garantire che il suo futuro sia deciso in modo pacifico e “secondo i desideri e nel migliore interesse degli abitanti”, secondo Washington.

La legislazione prevede anche che gli Stati Uniti garantiscano la capacità di “resistere al ricorso alla forza o ad altre forme di coercizione che metterebbero a rischio la sicurezza o il sistema sociale o economico di Taiwan”, come Blinken ha recentemente sottolineato.

Tuttavia, la TRA non prevede una garanzia di difesa concreta da parte degli Stati Uniti in caso di conflitto nello Stretto, anche se è probabile che le forze americane verrebbero in qualche modo coinvolte.

Pochi territori contesi sono riusciti a raggiungere l’invidiabile posizione economica di Taiwan. È una delle 25 maggiori economie del mondo, con l’UE come primo investitore straniero, senza contare l’enorme valore della sua produzione tecnologica, soprattutto nel settore dei semiconduttori, e un GDP di circa 600 miliardi di dollari. Inoltre, nonostante non abbia rapporti ufficiali con il suo più potente difensore, il legame fra gli US e Taiwan non è mai stato così stretto.

Le crescenti tensioni nello Stretto di Taiwan e gli attriti fra Beijing e Washington sottolineano l’importanza di Taiwan per gli Stati Uniti e i suoi alleati nell’Asia nord-orientale da un punto di vista strategico.

Taiwan si trova proprio al centro della cosiddetta first island chain, cioè la prima catena di isole che circondano quelli che durante la Guerra Fredda erano i paesi socialisti allineati con l’Unione Sovietica. Dato che queste isole potrebbero fungere da basi militari collegate fra loro, la catena viene anche chiamata unsinkable aircraft carrier o portaerei inaffondabile.

La first island chain viene vista dalla Cina come una parte fondamentale della strategia degli Stati Uniti per contenere la sua military projection, ovvero la capacità di uno stato di schierare e mantenere una forza militare al di fuori del proprio territorio.

A sud dell’isola si trova il Canale di Bashi che fa parte dello stretto di Luzon, uno dei pochi corsi d’acqua internazionali attraverso cui le forze navali cinesi possono attraversare l’island chain in sicurezza e raggiungere il Pacifico occidentale, minacciando direttamente sia i territori americani di Guam e Hawaii che gli stessi Stati Uniti continentali.

L’incapacità di difendere l’isola da una conquista militare cinese avrebbe conseguenze difficilmente prevedibili per la credibilità degli Stati Uniti in Asia. Ma c’è anche chi vede l’importanza di Taiwan per l’America dal punto di vista dei valori condivisi. Per l’opinione pubblica americana, Taiwan fa parte della stessa comunità internazionale democratica degli US e va quindi difesa. Oltre a ciò, l’isola è fra i principali fornitori di semiconduttori degli Stati Uniti ed è stata inclusa nelle tecno-democrazie di Biden, ossia un’alleanza multilaterale ideologica che si oppone all’autoritarismo digitale cinese.

Quindi, l’importanza di Taiwan per gli Stati Uniti risiede anche nel fatto che la sua esistenza è la dimostrazione che la democrazia e i valori ad essa collegati possono prosperare a sole 100 miglia nautiche dalla terraferma cinese, in una popolazione che parla principalmente mandarino. Per l’America, Taiwan rappresenta il doppelgänger democratico della Cina: geograficamente e culturalmente simile, è una chiara smentita alla propaganda cinese, che sostiene che la democrazia non sia in grado di garantire una crescita economica sostenibile nel tempo.

Conclusioni

Essere un traduttore non significa solo conoscere a fondo una lingua. Significa anche e soprattutto conoscere il popolo che la parla e le questioni che lo vedono protagonista sulla scena internazionale, perché queste inevitabilmente influenzano la mentalità e la cultura delle persone, che a loro volta sono il crogiolo dove nasce una lingua.

Immagine: asiatimes.com
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